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mercoledì 3 agosto 2011

RASSEGNA STAMPA - PRIMO INCONTRO

KLPTEATRO.IT

Novo Critico 2010. Chi è di scena per Daniele Timpano e Nicola Viesti


Daniele Timpano

















Ci siamo. Dopo due anni di fermo, la serie di incontri che nel 2008 aveva portato il nome di Uovo Critico, torna sul palco romano di Kataklisma con il nome, nuovo appunto, di Novo Critico. Un secondo tentativo, che si spera raggiunga e superi il successo riscosso dalla precedente edizione. Una delle poche arene in cui, in questo momento delicato per l’intero ambiente teatrale, le tre belve che lo compongono (artisti, critica e pubblico) hanno occasione di fronteggiarsi e, potenzialmente, sbranarsi. Questo è, in due parole, l’evento che KLP seguirà come media partner fino al 3 dicembre. Tutti i video e il materiale prodotto verranno pubblicati nella nuova sezione Partnership.   Alla conferenza stampa di presentazione del 6 ottobre al Nuovo Teatro Colosseo, a “casa” del grande Simone Carella, erano presenti gli organizzatori, alcuni artisti e critici in programma, la nostra telecamera e i pochi giornalisti che hanno deciso (chissà poi se inviati o mossi da un buffo senso del dovere autonomo) di registrare il passaggio di questo tentativo. Perché di questo si tratta, di un tentativo, un esercizio, ancora prima che di un esperimento.

Il titolo dello spettacolo di cui Andrea Cosentino presenterà il 15 ottobre qualche passo è “Esercizi di rianimazione”. La critica Katia Ippaso in conferenza stampa ha colto l’occasione per fare di quel titolo un sottotitolo di Novo Critico stesso. Questo vorrà essere un “esercizio di rianimazione”, rivolto alla critica e al suo rapporto (in via d’estinzione) con pubblico e artisti.

Daniele Timpano ha aperto le danze incontrando Nicola Viesti. L'uno è attore/autore iconoclasta e grottesco (tra i suoi lavori “Ecce Robot”, “Dux in scatola”, “Risorgimento Pop”); critico del Corriere del Mezzogiorno, Hystrio e Eolo l’altro. È durata quasi mezz’ora la presentazione in forma di studio del nuovo lavoro di Timpano “Aldo Morto”, racconto del sequestro Moro a partire dalla persona più che dalla leggenda. Sempre senza pietismi, piuttosto alla ricerca di una terza via che si insinui tra il vero e il verosimile. In pieno stile Timpano è l’attacco a un personaggio che, stavolta, è davvero acquattato nell’immaginario di tutti, più mito che uomo, più oggetto della cultura pop che simbolo della storia italiana.
C’è stato fin troppo entusiasmo (qualche discussione) tra il pubblico, stretto all’angolo dal fuoco dell’attacco cattivo di Timpano, con Viesti a far quasi da paciere, alla ricerca, tutti quanti (artista, critico e pubblico) di punti di riferimento per far procedere il lavoro. Non senza frecciatine, fraintendimenti e qualche malinconia.

Sergio Lo Gatto
11 ottobre 2010

giovedì 21 ottobre 2010

MATERIALI E RIFLESSIONI - Primo incontro

LE RIFLESSIONI CRITICHE DI NICOLA VIESTI



Già dal titolo - “Aldo Morto, tragedia” - il nuovo lavoro di Daniele Timpano suppone una qualche intimità con la figura dello statista democristiano, una mancanza di “timore sacro” per l'argomento trattato che in maniera netta – e questo nell'incontro romano veniva fuori con estrema evidenza – marcava uno scarto generazionale. Scarto che faceva insorgere non pochi equivoci sul valore “politico” dell'operazione rifiutato quasi con estremo sospetto dal pubblico non ancora trentenne. Pubblico che inseriva Moro nella galleria di personaggi precedentemente trattati da Timpano come Mussolini e Mazzini, storicamente abbastanza lontani e quasi immuni da una precisa scelta tra “sinistra” e “destra” per il performer e per il suo pubblico. In realtà così non è perché argomenti simili sono necessariamente e assolutamente politici e non si tratta, ovviamente, di “sinistra” e “destra”, ma di lettura storica fatta con occhio scaltro e distante che l'artista compie in forma estremamente originale e stimolante per suscitare ampio dibattito. “Dux in scatola” ha irritato non pochi che vi vedevano quasi una specie di esaltazione del fascismo nel far parlare un corpo senza vita ; ma quel corpo – il corpo del Duce – non poteva che raccontare la sua verità e la verità di un corpo massacrato è quella che è, fatta di offese alla carne che Timpano si guarda bene di omettere come non nasconde tutto un armamentario di cianfrusaglia fascista che sopravvive ancora oggi. E che dire ancora di un corpo, quello di Mazzini nel “Risorgimento Pop”, che svela montagne di retorica e che illumina un presente abbietto che – orrore! - ci sembra figlio quasi diretto dei “Padri della Patria”. Con Moro l'operazione mi sembra ancora più ambigua e pericolosa perché la differenza generazionale non è così marcata e moltissimi ancora ricordano i dubbi scatenati dal terribile periodo del suo sequestro e della sua esecuzione, entrambi iconizzati, e non a torto, in quanto l'evento è di quelli cardine per il destino di una nazione – quasi un nostro attentato alle Torri Gemelle – e sicuramente ne ha condizionato le non invidiabili sorti attuali. In una primissima stesura, un frammento quasi, “Aldo Morto” era di una spietatezza e spregiudicatezza assolute, tale che dopo la lettura inviai una mail a Daniele dicendogli che questa volta doveva prepararsi ad un soggiorno nelle patrie galere. Lui si augurava che non volessi fargli mancare le arance. Nella successiva elaborazione per “Novo Critico” il testo si è completamente trasformato con la bella intuizione di inserire il personaggio del figlio che ricorda e che è tutt'uno con il performer. E la violenza precedente si è trasformata completamente, lasciando spazio ad una intimità quasi affettuosa con un personaggio fotografato nella vita e nei sentimenti. E' successo che alcuni sono rimasti troppo scossi dai primi appunti ma anche che Daniele, man mano che approfondisce la figura di Moro, ne sta rimanendo colpito, sta mettendo in crisi precedenti certezze. Vedremo dove tutto ciò lo porterà.


Novo Critico” mi sembra un modo costruttivo e intelligente di mettere in relazione artista, opera, critica e spettatori. Discutere su un lavoro in fieri è utile a tutti; all'artista che verifica l'efficacia delle sue idee, al critico che interviene su frammenti in divenire azzardando probabili scenari e al pubblico che cerca di andare oltre una passività istituzionalizzata. Devo confessare che mi aspettavo – data una partecipazione prevalentemente di addetti ai lavori – un qualche match tra pubblico e critico. Cosa che mi è stata risparmiata per il tempo tiranno e per il sostanziale disinteresse degli spettatori verso una cosa del genere. Sono stati forse troppo buoni, o troppo scafati. Insomma non capita spesso di avere sotto mano un critico con la possibilità di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Va bene scambiarsi opinioni sul lavoro dell'artista della settimana ma non posso pensare che il rapporto con la critica fili così liscio. Qualcosa da recriminare dovrebbe – e c'è – sempre. Lo dico non per scatenare la rissa o per attivare una specie di sadomasochismo reciproco ma perché sono fermamente convinto che parlare con gli artisti, e con il pubblico, faccia benissimo proprio in primis al critico, a volte troppo protetto, troppo distante, troppo legato al “prodotto finito” e quasi mai conscio del lavoro, delle contraddizioni o delle sicurezze che lo hanno generato. E “Novo Critico” penso sia il luogo ideale per una verifica di questo genere. D'altronde l' autorevolezza della critica non risiede in una sua incontestabile infallibilità ma nella possibilità di affermare proprio un punto di vista, parziale, a volte fallibile, ma con l'imperativo di essere sempre suffragato da motivazioni quanto mai chiare. La rivista “Hystrio” qualche tempo fa pubblicava per alcuni spettacoli due pezzi, uno positivo e uno negativo : una bella palestra per confrontarsi con “l'altro” e per i lettori la possibilità di chiarirsi – o confondere ancor più – le idee. Va da sé che per l'artista la critica giusta era sempre quella positiva.
Nicola Viesti
19 ottobre 2010

PRIMA SERATA : DANIELE TIMPANO E NICOLA VIESTI

PRIMA SERATA : DANIELE TIMPANO E NICOLA VIESTI Il video integrale



realizzato da e-theatre.net

martedì 12 ottobre 2010

DEPOSITO CRITICO 1

di Roberto Ciancarelli


Alcune telegrafiche considerazioni:
Come riuscire a fare in modo che il dibattito non devitalizzi l’esperienza?
Come è possibile un’integrazione tra fatto artistico e operazione critica o per meglio dire come è possibile un dialogo in presenza tra critico, pubblico e artista che sia davvero un arricchimento e un completamento dell’esperienza?

Per tornare al trascorso "famigerato" dibattito, credo che il nodo cruciale non sia tanto la definizione di “teatro politico”, che peraltro, come è stato riconosciuto, come formula ha poco senso, vero problema invece quando si prende a prestito il linguaggio della politica ("sei di destra?, sei di sinistra?") e si cade a piedi uniti nella trappola di una storia legata a un personaggio della storia.
E ancora: la distanza dell’artista (o al rovescio) la sua adesione al tema esplorato sono unità di misura critiche che funzionano davvero?

Altra considerazione: il dibattito ha senso se gli spettatori si rendono conto che questo innaturale prolungamento può servire a far affiorare indizi della qualità della loro presenza (del loro essere in relazione con l’esperienza, del loro “stare con”, ovvero se serve a ricapitolare, tra le diverse modalità di percezione dell’esperienza, quelle per noi spettatori più autentiche problematiche e significative). A questo proposito l’intervento-spettacolo di Simone Carella ha avuto il merito di spostare l’attenzione sul fuoco della relazione: "il teatro se lo mangia l'attore, l'attore se lo mangia il personaggio", come dire che tutto è concentrato in questo sistema di scatole cinesi, in questo sistema che ha un suo linguaggio compiuto e autonomo che va riconosciuto, il resto (il resto e gli altri linguaggi) per ora non mi riguardano…

Infine: sono d’accordo con Nicola Viesti che aveva iniziato dicendo che il tema scelto da Daniele suscita, anzi “scatena “ aspettative, verissimo, ma come il dibattito ha poi dimostrato, questo tema scatena aspettative e cortocircuiti per chi quell’esperienza per ragioni anagrafiche e soprattutto di generazione l’ha vissuta (come coscienza, come disvelamento-rivelazione della Storia, come separazione e spartiacque tra il prima e dopo della Storia, come espansione e tragica messa in luce della Storia… ). Per chi non c’era o era troppo piccolo, non c’è nessuna differenza tra Mazzini Mussolini Moro, tutti inevitabilmente assimilati a personaggi del passato.

In coda: nessuno ha parlato di quello che da questo Studio si è depositato nella memoria, che poi è un modo per ricostruire l’operazione drammaturgica di Daniele, l’uso e la selezione delle sue fonti, i suoi comportamenti scenici etc, eppure , immagini da infilare come perline a una a una ci sarebbero: l’immagine di un’arancia tagliata con cura, l’immagine di un uomo vestito di tutto punto giacca e cravatta sulla spiaggia, una lettera stracciata…


12 ottobre 2010

PRIMA SERATA - IL VIDEO




a cura di KLP

INTERVISTA DI KLP A DANIELE TIMPANO E NICOLA VIESTI

mercoledì 6 ottobre 2010

 Il primo appuntamento in calendario è 


Venerdì 8 ottobre ore 21
SPAZIO  KATAKLISMA
Via G. De Agostini 79 - Roma




DANIELE TIMPANO incontra NICOLA VIESTI



Nel primo incontro di Novo Critico:
Aldo morto
Primo studio


di e con Daniele Timpano
collaborazione alla regia Elvira Frosini, Alessandra Di Lernia
drammaturgia, regia, interpretazione Daniele Timpano


Aldo Moro è morto il 9 maggio 1978. Un assassinio che ha sconvolto l’Italia.
Un attore nato negli anni '70, che di quegli anni non ha alcun ricordo o memoria personale,  ricostruisce la vicenda del tragico sequestro che ha segnato la storia della Repubblica italiana.
In scena, assieme al suo corpo e a pochi oggetti, solo la volontà di affondare fino al collo in una materia spinosa e delicata senza alcuna delicatezza e senza alcuna retorica o pietismo.
Daniele Timpano, autore, attore e regista teatrale, abituato a confrontarsi con personaggi storici come Benito Mussolini “Dux in scatola. Autobiografia d’oltretomba di Mussolini Benito” (2006), finalista al Premio Scenario 2005, pubblicato in volume da Coniglio Editore nel 2006 e sulla rivista di teatro Hystrio nel 2008; e Giuseppe Mazzini “Risorgimento pop - memorie e amnesie conferite ad una gamba” (2009, in collaborazione con Marco Andreoli/Circo Bordeaux) affronta adesso la figura dello statista democristiano ucciso dalle Brigate Rosse.


Daniele Timpano (Roma, 1974) è autore, attore e regista di teatro. Come attore ha lavorato con Michelangelo Ricci, Francesca Romana Coluzzi, Massimiliano Civica. Fondatore del gruppo 'amnesiA vivacE', ha scritto e interpretato: Storie di un Cirano di Pezza (1998); Teneramente Tattico (1999); Profondo Dispari (2000); Oreste da Euripide (2001); caccia 'L drago da J. R. R. Tolkien (2004), vincitore della terza edizione del premio Le voci dell'anima - incontri teatrali); Gli uccisori del chiaro di luna da Marinetti e Majakovskij (2005); dux in scatola. Autobiografia d’oltretomba di Mussolini Benito (2006), finalista al Premio Scenario 2005, pubblicato in volume da Coniglio Editore nel 2006 e sulla rivista di teatro Hystrio nel 2008; Ecce robot! Cronaca di un'invasione (2007), ispirato all'opera di Go Nagai (Jeeg Robot, Goldrake, Mazinga) e pubblicato in volume all'interno dell'antologia "Senza corpo - voci dalla nuova scena italiana" a cura di Debora Pietrobono [Minimum Fax, 2009]; Negative film #1(2009, in collaborazione con Lorenzo Letizia); Risorgimento pop - memorie e amnesie conferite ad una gamba (2009, in collaborazione con Marco Andreoli/Circo Bordeaux) e Sì l'ammore no (2009, in collaborazione con Elvira Frosini/Kataklisma), finalista al Premio Tuttoteatro.com alle arti sceniche "Dante Cappelletti" nel 2008.
È redattore della rivista on line www.amnesiavivace.it e di Ubu Settete, periodico di critica e cultura teatrale. È stato tra gli ideatori e organizzatori della rassegna romana Ubu Settete – fiera di alterità teatrali.


Nicola Viesti vive e lavora a Bari. Ha collaborato con il quotidiano Barisera e attualmente scrive per il Corriere del Mezzogiorno, per il trimestrale Hystrio e per la rivista telematica dedicata al teatro per l'infanzia Eolo. Ha fatto parte della giuria dei premi Eti/Stregagatto, Scenario, Eti/Gli Olimpici del Teatro. Ha curato gli eventi spettacolari per la prima edizione della "Primavera dei diritti".

ingresso libero su prenotazione

    info e prenotazioni:
tel 349 2834261
novocritico@gmail.com
appuntamenti tra critica e nuova scena performativa


Otto compagnie di teatro e due di danza incontrano la critica in un contenitore ad hoc, unico nel suo genere in tutta Italia. Un progetto ideato da Elvira Frosini in collaborazione con amnesiA vivacE e le Università La Sapienza Roma Uno e Tor Vergata Roma Due, per un dialogo fra artisti, critici e studenti e con il partenariato della Fondazione Romaeuropa, da sempre attenta a mostrare ed attuare un percorso di attenzione e sostegno ai nuovi fermenti e linguaggi della contemporaneità.


Si apre l’8 ottobre la seconda edizione di NOVO CRITICO – Appuntamenti tra critica e nuova scena performativa, un progetto che si rivolge al ricco fermento dei linguaggi della nuova scena performativa, e prevede la partecipazione di dieci compagnie di teatro e di danza provenienti dal territorio romano e da quello nazionale, per offrire un panorama articolato e approfondito sulla nuova scena e il rapporto con la critica e il pubblico

Dieci incontri ad ingresso gratuito, pomeridiani o serali, in diversi spazi della città (Spazio Kataklisma, in zona Pigneto, Università Romadue, Kollatino Underground) dove gli artisti presenteranno una prova aperta della nuova produzione oppure un estratto di lavoro che delinei il loro percorso artistico. A seguire il critico coprotagonista dell’incontro interverrà elaborando riflessioni sulla produzione in scena, e gestirà un dialogo con l’artista e il pubblico sul percorso creativo in atto, sulle pratiche adottate e sul processo di elaborazione.

Non solo una rassegna, dunque, ma un percorso aperto di performance, prove aperte e work in progress che si attua insieme ai critici, avvicinandoli agli artisti e al loro lavoro, in un calendario di appuntamenti che ha lo scopo di delineare una nuova pratica di riflessione ed uno scambio dialettico tra artisti e gruppi della scena contemporanea, il pubblico e la critica, in particolare la “nuova critica”, scelta non solo come interlocutore privilegiato, ma anche e in primo luogo come attore di questo processo.

Fra i partner del progetto, inoltre, ci sarà Krapp's Last Post, klpteatro.it, rivista in rete specializzata nella critica e la diffusione della cultura teatrale, che realizzerà interviste video ai critici e agli artisti pubblicandole su web, e i video documentativi degli incontri. Il lavoro e la complessità delle implicazioni, le domande, le questioni emerse saranno quindi continuamente monitorati e pubblicati, rendendo possibile anche un ampliamento del dibattito e della riflessione.

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